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La figlia del conte di Mar

Fiabe inglesi · Joseph Jacobs · tradotto da Claude Opus

A young noble maiden dancing in a lush castle garden with a soft grey dove perched on her hand.

Un bel giorno d'estate la figlia del conte di Mar andò nel giardino del castello, danzando e saltellando. E mentre giocava e si divertiva, ogni tanto si fermava ad ascoltare la musica degli uccelli. Dopo un po', mentre sedeva all'ombra di una verde quercia, alzò gli occhi e scorse una vispa colomba posata in alto su uno dei rami. Guardò in su e disse: «Colombina mia, mia cara, vieni giù da me e ti darò una gabbia d'oro. Ti porterò a casa e ti coccolerò per bene, meglio di qualunque altro uccellino.» Aveva appena detto queste parole che la colomba volò giù dal ramo e le si posò sulla spalla, accoccolandosi contro il suo collo mentre lei le lisciava le piume. Poi se la portò a casa, nella sua stanza.

Il giorno finì e venne la notte, e la figlia del conte di Mar stava pensando di andare a dormire quando, voltandosi, si trovò accanto un bel giovane. Si spaventò, perché la porta era chiusa a chiave da ore. Ma era una ragazza coraggiosa e disse: «Che cosa ci fate qui, giovanotto, a venire a spaventarmi così? La porta è sbarrata da ore; come avete fatto a entrare?»

«Zitta! zitta!» sussurrò il giovane. «Ero io quella colomba che tubava e che hai attirato giù dall'albero.»

«Ma allora chi sei?» disse lei a voce bassa bassa; «e come mai sei stato trasformato in quel caro uccellino?»

«Mi chiamo Florentine, e mia madre è una regina, e qualcosa di più di una regina, perché conosce la magia e gli incantesimi, e siccome io non ho voluto fare come voleva lei, mi ha trasformato in colomba di giorno, ma di notte i suoi incantesimi perdono forza e io ridivento uomo. Oggi ho attraversato il mare e ti ho vista per la prima volta, e sono stato contento di essere un uccello per poterti stare vicino. Se tu non mi ami, non sarò mai più felice.»

A handsome young prince appearing beside a startled maiden in a candlelit stone castle chamber at night.

«Ma se ti amo,» dice lei, «non volerai via lasciandomi sola uno di questi bei giorni?»

«Mai, mai,» disse il principe; «sii mia moglie e io sarò tuo per sempre. Di giorno uccello, di notte principe, starò sempre al tuo fianco come marito, mia cara.»

Così si sposarono in segreto e vissero felici nel castello, e nessuno sapeva che ogni notte Colombina diventava il principe Florentine. E ogni anno arrivava loro un figlioletto, bello come più bello non si può. Ma ogni volta che nasceva un figlio, il principe Florentine si portava via il piccolo sulla schiena, oltre il mare, fin dove viveva la regina sua madre, e lo lasciava con lei.

Così passarono sette anni, e poi arrivò per loro un gran guaio. Perché il conte di Mar voleva dare sua figlia in sposa a un nobile di alto rango che era venuto a corteggiarla. Il padre le faceva grandi pressioni, ma lei disse: «Babbo caro, io non voglio sposarmi; sto benissimo qui con la mia Colombina.»

Allora suo padre andò su tutte le furie, fece un gran giuramento e disse: «Domani, com'è vero che vivo e mangio, a quell'uccelletto tiro il collo,» e uscì dalla stanza pestando i piedi.

«Oh, oh!» disse Colombina; «è ora che me ne vada,» e così saltò sul davanzale e in un attimo volò via. E volò e volò finché fu sopra il mare profondo profondo, e volò ancora finché arrivò al castello di sua madre. Ora, la regina sua madre stava facendo la sua passeggiata quando vide la bella colomba che le volava sopra la testa e si posava sulle mura del castello.

A grey dove flying across a vast deep sea toward a distant castle at dusk.

«Qua, ballerini, venite a ballare le vostre gighe,» gridò lei, «e voi, suonatori, suonate per bene le cornamuse, perché ecco il mio Florentine, tornato da me per restare, visto che stavolta non ha portato con sé nessun bel bambino.»

«No, madre,» disse Florentine, «niente ballerini per me e niente menestrelli, perché la mia cara moglie, la madre dei miei sette figli, domani va sposa a un altro, e triste è questo giorno per me.»

«Che cosa posso fare, figlio mio?» disse la regina, «dimmelo, e sarà fatto, se la mia magia ha il potere di farlo.»

«Ebbene, madre cara, trasforma i ventiquattro ballerini e suonatori in ventiquattro aironi grigi, e fa' che i miei sette figli diventino sette cigni bianchi, e fa' che io sia un astore e il loro capo.»

«Ahimè! ahimè! figlio mio,» disse lei, «questo non si può; la mia magia non arriva tanto lontano. Ma forse la mia maestra, l'indovina di Ostree, ne sa di più.» E via se ne corre alla grotta di Ostree, e dopo un po' ne esce bianca come più bianca non si può, borbottando sopra certe erbe accese che aveva portato fuori dalla grotta. Tutt'a un tratto Colombina si trasformò in un astore, e intorno a lui volavano ventiquattro aironi grigi, e sopra di loro volavano sette piccoli cigni.

Senza una parola né un addio volarono via sopra il mare profondo e azzurro, che si agitava e gemeva. Volarono e volarono finché piombarono sul castello del conte di Mar proprio mentre il corteo nuziale si avviava verso la chiesa. Prima venivano gli armigeri, poi gli amici dello sposo, poi gli uomini del conte di Mar, poi lo sposo, e per ultima, pallida e bellissima, la figlia del conte di Mar in persona. Avanzavano lentamente al suono di una musica solenne, finché passarono accanto agli alberi sui quali si stavano posando gli uccelli. Una parola del principe Florentine, l'astore, e tutti si levarono in aria, gli aironi sotto, i piccoli cigni sopra, e l'astore che volteggiava sopra tutti. Gli invitati alle nozze si meravigliarono a quella vista quando, zac! gli aironi piombarono in mezzo a loro, sparpagliando gli armigeri. I cignetti si presero cura della sposa, mentre l'astore si lanciò giù e legò lo sposo a un albero. Poi gli aironi si strinsero tutti insieme a formare un letto di piume, e i piccoli cigni ci misero sopra la loro madre, e tutt'a un tratto si levarono tutti in aria portando via con sé la sposa, sana e salva, verso la casa del principe Florentine. Di sicuro non ci fu mai al mondo un corteo nuziale disturbato a quel modo. Che cosa potevano fare gli invitati? Videro la loro bella sposa portata via, lontano lontano, finché lei e gli aironi e i cigni e l'astore sparirono, e quello stesso giorno il principe Florentine portò la figlia del conte di Mar al castello della regina sua madre, che gli tolse l'incantesimo, e vissero felici e contenti per sempre.

A grand goshawk leading seven white swans and grey herons swooping over a castle wedding party, gently scattering it.