134.
Chi è che sa dirmi il monte in cui si nasconde un sacramento?
135.
Con Z ce l'ha il monaco. Con C è una città.
136.
È solo un batter d'occhio; getta un'occhiata in questo batter d'occhio, e spesso è un capolavoro.
137.
Sul lago con K, nella corte con H, attraverso la neve con B, nella testa con W e nella bocca con Z: lo sai già, scommetto.
138.
Ero un condottiero; se mi togli un segno, non sono più che una parte di ogni creatura! Tolti due segni, una bestia feroce!
139.
Chi lo porta con sé al proprio lavoro, quel lavoro gli deve riuscire; con amore e con piacere lo porterà sempre a termine. Se gli si dà «l» invece di «r» come piede, bisogna cercarlo non lontano dal Reno.
140.
Dove il mio intero si accalca, io sono solito esserci senza testa.
141.
Sta presso l'acqua con D; l'albero ce l'ha con St; con K è d'osso; con L è ancora giovane e piccolo.
142.
Con «tt» pura armonia, con «ll» invece litigano; con «ll» c'è spesso uno scoppio secco, con «tt» un dolce riecheggiare.
143.
Se cancellate due segni, è la fonte di dolci gioie. Io sono per il signore e per il paese la fonte di più di una pena.
144.
Pensa a una parola simile a una povera capanna: tolti il principio e la fine, hai una bevanda spiritosa.
145.
È una parola che ha quattro segni; con tre, un luogo che non è né villaggio né città; non cercarci lontano! Siamo facili da scorgere. Mentre leggi, li hai entrambi davanti a te.
146.
Molti abbelliscono e ornano la parola che intendo; toglile la testa tripla! Dice subito anche che cosa siano.
147.
Con «e» ti racconta qualcosa, e non devi crederci sempre; con «o» puoi mangiarlo, e a me puoi crederci di certo.
148.
Con «a» ti dice: non dovresti farlo tanto, perché con «e» non è più tanto frequente.
149.
Pensa ora, lettore mio, a un bel nome femminile, e aggiungici un segno davanti! È caduto giù dal cielo.
150.
Con «i» lontano da te, eppure mi guardi incantato; con «e» vicino a te, eppure per sempre sottratto.
151.
Un tempo viveva nelle Alpi; ora è scomparso; infilateci ancora una l e lo si incontra là a migliaia.
152.
Come cacciatore in terra lontana ti sono ben noto, o indovino; se mi togli testa e piede — che orrore! Ne nasce un animale nero. —
153.
Più di un mercante fa ciò che io dico, e lo trovi sul giornale tutti i giorni. Se sposti i segni, ne nasce un pesce che volentieri ti fai servire come pietanza.
154.
Al pigro dà dispiacere, al diligente godimento. Se ci getti dentro una «r», non sarà più qualcosa di intero.
155.
È una grande città tedesca, ma quando si sono spostati i segni entra in scena una piccola bestiola che fa molto danno a una pianta, e perciò nessuno le vuole bene.
156.
Con la A appartengo a coloro che sono trapassati; con la B percorro città e campagna.
157.
Hai visto la splendida città specchiarsi superba nel mare? Sposta in fretta i segni: vi si specchia il mondo.
158.
È di ferro, ora grande ora piccolo, ma deve essere sempre diritto. Se rovesci la prima sillaba, è ancora acciaio e ferro, ma storto; e — il cui piede volto in testa ha dato spazio all'indovinare.
159.
Con una schiera di fratelli siamo il numero 5 e l'8; sai come in modo semplice ci si trasformi all'istante in fanciulle? Aggiungi all'uno una «d» e all'altro una «a»; come per una formula magica ecco le due fanciulle.
160.
Sono nato nella calda Africa; ma se crudelmente mi separi la testa dal tronco, va perduto con essa tutto il mio corpo; non resta nient'altro che uno dei miei orecchi.
161.
Se le togli anche la testa, lei che già altrimenti è rigida e fredda, allora d'improvviso solleva alto e fiero il capo nel bosco.
162.
Se splendo con «o» in veste verde, procuro a molti grande gioia; con «i» sono molto in alto, con «ü» ancora più in alto al mondo.
163.
Con una M è un popolo di tempi da lungo passati; con una L è una materia con cui prepariamo molte cose. Ma prima di usarlo con la F, lo si immerge in un liquido.
164.
Il mio intero cerchi spesso di conquistarlo; tolto un segno, ti servo da godimento; tolto un altro, copro stagno e fiume; e se devo procurarti ancora piaceri, togli un altro segno, ma alla fine!
165.
Mi si dice sciocco, ma senza ragione: non canto forse le più belle canzoni? Scambia ora la testa e sventolo variopinto e allegro giù dalla nave.
166.
È il bene più alto e sacro dell'uomo; se gli viene tolto, resta senza onore; in altra forma serve alla difesa dello Stato, e se gli viene tolto, resta senza difesa.
167.
Sopra monti e sopra crepacci mi libro in alto nell'aria: là sono sovrano. Toglimi la testa o il corpo, resto pur sempre uguale nel suono, ma non uguale nel senso: è una grandezza ben nota quella in cui mi dissolvo.
168.
Tocco soltanto alla dignità più alta, sono simbolo di splendore, anche se offro un peso. Se sposti nel mezzo due segni, raggiungerai una città fortificata in Prussia.
169.
Nel mare è proprio del pesce con «ss»; con «t» e «t» si mostrerà sul mare.
170.
Un tempo il francese si vantava fin troppo di ciò che la mia parola straniera annuncia; ma, anche se poi non la si trovò più, senza testa scorre sempre nel suo paese.
171.
Sono sei i segni davanti ai quali il nemico deve cedere. Intorno ai primi quattro essi servono, pronti a proteggere, pronti a colpire!
172.
Con «a» è una catena di monti grande e alta; con «o» l'ho vista quasi a ogni serratura; con «e» mi sta davanti un gran pezzo di legno.
173.
Chi lo è con «n» mi fa pena, perché è votato alla derisione, sia uomo o dama. Con una «t» valgo in ogni tempo come nome di uomo.
174.
Una cittadina nel paese del Württemberg — inseriscici una lettera e troverai un monte sul quale stette Mosè in veste di pastore.
175.
Se rattoppi giustamente alla veste di una piantina della brughiera due segni, essa diventa un grande paese che senza dubbio conosci.
176.
Metti un «tu» nel cuore del più grande conquistatore del mondo e sarà trovato il più grande vincitore del dolore!
177.
Ogni carta geografica sa nominarmi; sono una città, assai bella e ricca; cerca a nord delle Ardenne, ma lontano, e mi avrai subito. Se vuoi accorciarmi un poco davanti, mi vedi su più di un animale, ma non come un grande ornamento.
178.
Ogni uomo lo possiede doppio; ma se mostrasse un suono di meno, esiste quasi innumerevole nelle terre del mondo, e bello e brutto.
179.
Storicamente è noto con «u» come città in terra di Francia; con «e» diventa invece subito una cittadina dell'Impero tedesco.
180.
Nella fine di una fune annoda una lunga «s», e allora diventerà, come per magia, una gran folla.
181.
Sono un aggettivo che lascia in ogni ora la scelta alla tua volontà; ma se perdo la mia prima sillaba, cercami nel novero dei dotti.
182.
Con la testa ti nomino una città, e senza testa servo a più di un animale da ornamento della sua stessa testa.
183.
Se cammini solitario su un sentiero straniero, lo temi quando ti si avvicina — ma se ha perduto il piede, lo usi volentieri per servirti.
184.
Chi lo è, tutti lo scansano; cortile e casa gli restano chiusi. Tolto un solo segno, quaggiù tutti lo sono volentieri.
185.
Chi te lo porta ti è caro, perché forse ne hai fatto spesso a meno in una triste condizione di vita! Tolto un segno — non lo ami, lo tieni lontano dalle tue cose ovunque sia possibile; e tolto un altro segno, da lì ti sorge la luce del cielo, come tutti i giorni!
186.
Con mille denti aguzzi cerca di abbellire ciò che è ruvido; se gli si toglie il primo segno, aiuta a raggiungere in fretta una meta.
187.
In Spagna vedi sorgere una città nella quale molti spiriti nobili consacrarono a lungo la propria vita unicamente alla scienza. Se riesci a scacciarne la morte, resterà un nome che, da quando appartenne a un papa, è ben noto dappertutto.
188.
Con una «i» valgo senza contestazione come cosa preziosa nel regno dei britanni; ma sto più in alto con «e», perché allora il mondo dei dotti mi annovera fra le sue grandezze.
189.
Mi si ama sempre là dove regna l'animo sereno; tolto il mio primo segno, conduco fra i monti. Ancora una volta via la testa! Nel gioco delle carte ho il mio valore.
190.
Hai per caso l'atlante a portata di mano? Vi troverai, sulla riva della Saale, una città grigia d'anni: il suo nome ha nove segni. Sposta due dei segni e in un attimo hai una città nel Baden: sul lago di Costanza, è piccola soltanto, ma il suo buon vino è famoso.