Le Rane erano stanche di governarsi da sole. Avevano tanta libertà che questa le aveva viziate, e non facevano altro che starsene sedute a gracidare annoiate, desiderando un governo che le divertisse con la pompa e lo sfarzo della regalità e le comandasse in modo da far loro sentire di essere comandate. Niente governi all'acqua di rose, dichiaravano. Così mandarono una supplica a Giove chiedendo un re.
Giove vide che creature semplici e sciocche fossero, ma per farle stare zitte e far loro credere di avere un re gettò giù un enorme ceppo, che cadde nell'acqua con un gran tonfo. Le Rane si nascosero tra le canne e le erbe, credendo che il nuovo re fosse un gigante spaventoso. Ma scoprirono ben presto quanto Re Ceppo fosse mansueto e pacifico. In breve tempo le Rane più giovani lo usavano come trampolino, mentre le più vecchie ne facevano un luogo di ritrovo dove si lamentavano ad alta voce con Giove per il governo.
Per dare una lezione alle Rane, il signore degli dèi mandò allora una Gru a regnare sul paese delle Rane. La Gru si rivelò un re ben diverso dal vecchio Re Ceppo. Ingoiava le povere Rane a destra e a manca, ed esse videro ben presto che sciocche erano state. Con gracidii lamentosi supplicarono Giove di portar via quel crudele tiranno prima che fossero tutte distrutte.
«E allora!» gridò Giove. «Non siete ancora contente? Avete ciò che avete chiesto, e dunque delle vostre sventure potete incolpare solo voi stesse.»
Assicurati di poter migliorare la tua condizione prima di cercare di cambiarla.