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L'Avaro

Le favole di Esopo per i bambini · Aesop · tradotto da Claude Opus

Un Avaro aveva sepolto il suo oro in un luogo segreto del giardino. Ogni giorno andava sul posto, dissotterrava il tesoro e lo contava moneta per moneta per accertarsi che ci fosse tutto. Fece tanti di quei viaggi che un Ladro, il quale lo osservava, indovinò che cosa l'Avaro avesse nascosto e una notte dissotterrò in silenzio il tesoro e se ne andò con quello.

Un vecchio avaro si inginocchia nel suo giardino e conta monete d'oro accanto a una buca scavata, con una vanga e un sacchetto vicino.

Quando l'Avaro scoprì la perdita, fu sopraffatto dal dolore e dalla disperazione. Gemeva e piangeva e si strappava i capelli.

Un passante udì le sue grida e gli chiese che cosa fosse accaduto.

«Il mio oro! Oh, il mio oro!» gridava l'Avaro fuori di sé, «qualcuno mi ha derubato!»

«Il tuo oro! Lì, in quella buca? Perché l'hai messo là? Perché non l'hai tenuto in casa, dove potevi prenderlo facilmente quando dovevi comprare qualcosa?»

«Comprare!», strillò l'Avaro adirato. «Ma io quell'oro non l'ho mai toccato. Non avrei mai potuto pensare di spenderne una parte.»

Lo sconosciuto raccolse una grossa pietra e la gettò nella buca.

«Se è così», disse, «ricopri quella pietra. Per te vale esattamente quanto il tesoro che hai perduto!»

Un bene non vale più dell'uso che ne facciamo.