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Nix Nought Nothing

Fiabe inglesi · Joseph Jacobs · tradotto da Claude Opus

The king and queen at their castle gate hand their baby son to a big, round, kindly comic giant.

C'erano una volta un re e una regina, come ce ne sono stati tanti. Erano sposati da tanto tempo e non avevano figli; ma alla fine alla regina nacque un maschietto mentre il re era via, in paesi lontani. La regina non volle battezzare il bambino finché il re non fosse tornato, e disse: «Per ora lo chiameremo soltanto Nix Nought Nothing, finché suo padre non torna a casa.» Ma passò molto tempo prima che tornasse, e il bambino era diventato un bel ragazzetto. Finalmente il re era sulla via del ritorno; ma doveva attraversare un grande fiume, e c'era un gorgo, e non riusciva a passare dall'altra parte. Ma gli si avvicinò un gigante e disse: «Ti porto io di là.» Ma il re disse: «E che cosa vuoi in pagamento?» «Oh, dammi Nix, Nought, Nothing, e ti porterò di là dall'acqua sulla mia schiena.» Il re non aveva mai saputo che suo figlio si chiamava Nix Nought Nothing, e così disse: «Oh, ti darò quello e per giunta anche i miei ringraziamenti.» Quando il re tornò a casa, fu felicissimo di rivedere la moglie e il suo figlioletto. Lei gli raccontò che non aveva dato al bambino nessun nome, se non Nix Nought Nothing, finché lui non fosse tornato a casa. Il povero re si trovò in un bel guaio. Disse: «Che cosa ho fatto? Ho promesso di dare Nix Nought Nothing al gigante che mi ha portato di là dal fiume sulla sua schiena.» Il re e la regina erano tristi e addolorati, ma dissero: «Quando verrà il gigante gli daremo il figlio della donna delle galline; non si accorgerà mai della differenza.» Il giorno dopo il gigante venne a reclamare la promessa del re, e fecero chiamare il figlio della donna delle galline; e il gigante se ne andò col ragazzo sulla schiena. Viaggiò finché non arrivò a una grossa pietra, e lì si sedette a riposare. Disse:

«Hidge, Hodge, sulla mia schiena, che ora del giorno è questa?»

Il povero ragazzino disse: «È l'ora in cui mia madre, la donna delle galline, raccoglie le uova per la colazione della regina.»

Il gigante si arrabbiò moltissimo, sbatté la testa del ragazzo sulla pietra e lo uccise.

Così tornò indietro su tutte le furie, e questa volta gli diedero il figlio del giardiniere. Se ne andò con lui sulla schiena finché non arrivarono di nuovo alla pietra, dove il gigante si sedette a riposare. E disse:

«Hidge, Hodge, sulla mia schiena, che ora del giorno fai tu?»

Il figlio del giardiniere disse: «Di sicuro è l'ora in cui mia madre raccoglie le verdure per il pranzo della regina.» Allora il gigante andò proprio in bestia e gli fracassò il cervello sulla pietra.

Allora il gigante tornò alla casa del re con una rabbia tremenda e disse che li avrebbe sterminati tutti se questa volta non gli avessero dato Nix Nought Nothing. Dovettero farlo; e quando arrivò alla grossa pietra, il gigante disse: «Che ora del giorno è questa?» Nix Nought Nothing disse: «È l'ora in cui mio padre, il re, si siede a cena.» Il gigante disse: «Stavolta ho preso quello giusto»; e si portò Nix Nought Nothing a casa sua e lo allevò finché non diventò un uomo.

Il gigante aveva una figlia bella come il sole, e lei e il ragazzo si affezionarono molto l'uno all'altra. Un giorno il gigante disse a Nix Nought Nothing: «Domani ho un lavoro per te. C'è una stalla lunga sette miglia e larga sette miglia, e non la puliscono da sette anni, e tu devi pulirla domani, se no ti mangio per cena.»

The grown prince and the giant's daughter smile fondly at each other as the comic giant sets him a task by an empty stable.

La mattina dopo la figlia del gigante uscì a portare la colazione al ragazzo, e lo trovò in uno stato pietoso, perché ogni volta che puliva un pezzetto, tutto gli ricascava dentro. La figlia del gigante disse che l'avrebbe aiutato, e chiamò tutte le bestie dei campi e tutti gli uccelli del cielo, e in un minuto arrivarono tutti, e portarono via tutto quello che c'era nella stalla e la ripulirono da cima a fondo prima che il gigante tornasse a casa. Lui disse: «Vergogna al cervello che ti ha aiutato; ma domani ho per te un lavoro peggiore.» Poi disse a Nix Nought Nothing: «C'è un lago lungo sette miglia, profondo sette miglia e largo sette miglia, e tu devi prosciugarlo domani entro il calar della notte, se no ti mangio per cena.» Nix Nought Nothing cominciò di buon mattino e provò a svuotare l'acqua col secchio, ma il lago non calava mai, e lui non sapeva che fare; ma la figlia del gigante chiamò tutti i pesci del mare perché venissero a bere l'acqua, e ben presto la bevvero fino all'ultima goccia. Quando il gigante vide il lavoro fatto, andò su tutte le furie e disse: «Domani ho per te un lavoro peggiore; c'è un albero alto sette miglia, senza un ramo fino alla cima, e lassù c'è un nido con sette uova, e tu devi portare giù tutte le uova senza romperne neanche uno, se no ti mangio per cena.» Sulle prime la figlia del gigante non sapeva come aiutare Nix Nought Nothing; ma si tagliò prima le dita delle mani e poi quelle dei piedi, e ne fece dei gradini, e lui si arrampicò sull'albero e prese tutte le uova sane e salve finché non arrivò proprio in fondo, e lì uno si ruppe. Così decisero di scappare insieme, e dopo che la figlia del gigante si fu sistemata un po' i capelli e ebbe preso la sua fiaschetta magica, partirono insieme correndo più forte che potevano. E non si erano allontanati più di tre campi quando si voltarono e videro il gigante che veniva loro dietro a tutta velocità. «Presto, presto,» gridò la figlia del gigante, «prendimi il pettine dai capelli e buttalo per terra.» Nix Nought Nothing le prese il pettine dai capelli e lo buttò per terra, e da ognuno dei suoi denti spuntò un bel rovo fitto, proprio sulla strada del gigante. Potete star sicuri che gli ci volle un bel po' per farsi strada in mezzo ai rovi, e quando ne fu uscito del tutto, Nix Nought Nothing e la sua innamorata erano corsi via un bel pezzo lontano da lui. Ma lui presto tornò loro alle calcagna e stava quasi per acchiapparli quando la figlia del gigante gridò a Nix Nought Nothing: «Prendi il mio spillone da capelli e buttalo per terra, presto, presto.» Così Nix Nought Nothing buttò per terra lo spillone, e da quello crebbe, veloce come un lampo, una siepe fitta di rasoi affilati messi di traverso. Il gigante dovette camminare con grande cautela per passare in mezzo a tutto questo, e intanto i giovani innamorati corsero avanti, e avanti, e avanti, finché quasi non si vedevano più. Ma alla fine il gigante passò, e non ci volle molto prima che fosse lì lì per acchiapparli. Ma proprio mentre allungava la mano per afferrare Nix Nought Nothing, sua figlia tirò fuori la fiaschetta magica e la scagliò per terra. E appena si ruppe, ne sgorgò un'onda grande grande che crebbe, e crebbe, finché arrivò alla vita del gigante e poi al collo, e quando gli arrivò alla testa, lui annegò e morì, morto, stramorto e morto davvero. E così esce dalla storia.

Ma Nix Nought Nothing continuò a fuggire finché, dove pensate che arrivarono? Ma guarda un po', vicino al castello del padre e della madre di Nix Nought Nothing. Ma la figlia del gigante era così stanca che non riusciva a fare un passo di più. Così Nix Nought Nothing le disse di aspettare lì mentre lui andava a cercare un alloggio per la notte. E si avviò verso le luci del castello, e lungo la strada arrivò alla casetta della donna delle galline, il cui figlio aveva avuto il cervello fracassato dal gigante. Ora, lei riconobbe Nix Nought Nothing in un attimo, e lo odiava perché era stato la causa della morte di suo figlio. Così, quando lui le chiese la strada per il castello, gli fece un incantesimo, e quando arrivò al castello, appena l'ebbero fatto entrare, cadde addormentato come un sasso su una panca nella sala. Il re e la regina provarono in tutti i modi a svegliarlo, ma tutto invano. Allora il re promise che, se una dama fosse riuscita a svegliarlo, l'avrebbe sposato. Intanto la figlia del gigante aspettava e aspettava che lui tornasse. E salì su un albero per vederlo arrivare. La figlia del giardiniere, che andava ad attingere acqua al pozzo, vide l'ombra della dama nell'acqua e pensò che fosse la sua, e disse: «Se sono così bella, se sono così fiera, perché mi mandate ad attingere acqua?» Così buttò per terra il secchio e andò a vedere se poteva sposare il forestiero addormentato. E andò dalla donna delle galline, che le insegnò una cantilena per sciogliere l'incantesimo, che avrebbe tenuto sveglio Nix Nought Nothing per tutto il tempo che la figlia del giardiniere voleva. Così salì al castello e cantò la sua cantilena, e Nix Nought Nothing si svegliò per un po', e promisero di dargli in sposa la figlia del giardiniere. Intanto il giardiniere scese ad attingere acqua al pozzo e vide l'ombra della dama nell'acqua. Allora guarda in su e la trova, e fece scendere la dama dall'albero e la portò in casa sua. E le raccontò che un forestiero doveva sposare sua figlia, e la portò su al castello e le mostrò l'uomo: ed era Nix Nought Nothing, addormentato su una sedia. E lei lo vide e gli gridò: «Svegliati, svegliati, e parlami!» Ma lui non si svegliava, e allora lei gridò:

The giant's daughter and the prince run away hand in hand across a meadow past a lake and a tall tree.

«Ho pulito la stalla, ho svuotato il lago, sull'albero son salita, e tutto per amor tuo, mia vita, e tu non ti svegli a parlarmi, e non mi dai aita.»

Il re e la regina sentirono queste parole, e andarono dalla bella giovane dama, e lei disse:

«Non riesco a far parlare con me Nix Nought Nothing, per quanto io faccia.»

Allora rimasero molto stupiti quando lei parlò di Nix Nought Nothing, e le chiesero dove fosse, e lei disse: «È quello che siede lì sulla sedia.» Allora corsero da lui e lo baciarono e lo chiamarono il loro caro figliolo; poi fecero chiamare la figlia del giardiniere e le fecero cantare il suo incantesimo, e lui si svegliò e raccontò loro tutto quello che la figlia del gigante aveva fatto per lui, e tutta la sua bontà. Allora la presero tra le braccia e la baciarono, e dissero che da quel momento sarebbe stata la loro figlia, perché il loro figlio l'avrebbe sposata. Ma fecero chiamare la donna delle galline e la misero a morte. E vissero felici per tutti i loro giorni.

A joyful reunion in the castle hall: the prince, awake, embraces the king and queen with the giant's daughter beside them.